ESPRESSIONISMO (PARTE 2 di 3) | Fauvismo | 1905ca - 1908ca | Difficoltà ★★☆

In copertina: Henri Matisse | Donna con cappello | 1905 

In alto da sinistra a destra: Henri Matisse | Lusso, calma e voluttà | 1904-1905, Henri Matisse | La gioia di vivere | 1905-1906, André Derain | Donna in camicia | 1906

 

Il Fauvismo si presentò sulla scena francese contemporaneamente alla comparsa dell'Espressionismo in Germania. 

Era caratterizzato da colori violenti che venivano stesi direttamente dal tubetto. Il colore veniva usato in modo arbitrario, spesso senza rapporti con i toni reali del soggetto, anzi, spesso venivano scelti soggetti che permettessero appositamente questo uso cromatico violento.

 

Il colore, per i Fauvisti, ha un valore espressivo e costituisce un linguaggio carico di emozione.

Questi artisti erano mossi dall'idea di utilizzare i colori per esprimere le relazioni tra uomo e natura in modo inedito, creare opere che si mostrassero come vere e proprie poesie cromatiche.  

La "gioia di vivere" (come dal celebre quadro di Matisse "La joie de vivre" del 1906) è un'affermazione di valori positivi e di slancio vitalistico.

 

Erano talmente inebriati dai colori che non ponevano più molta attenzione alle linee o alla composizione.

Spesso prendevano spunto da riviste e illustrazioni.

 

La loro era una volontà di sintesi.

 

Questi artisti non formavano un'associazione organizzata e non avevano una scuola con una disciplina precisa. Infatti rimane ancora non chiaro quale fu il momento esatto della sua fondazione, quanto è invece molto chiaro quando arrivò il momento della sua fine.

I fauvisti si muovevano già da anni in un clima anti-accademico, ma quando si rivelarono nel 1905 furono comunque considerati una "scoperta". 

 

Il movimento si costituì intorno alla figura di Henri Matisse: lui infatti fu il primo a rompere con l'accademismo, con l'impressionismo e con l'Art Nouveau.

 

TEMATICHE

Le loro tematiche si avvicinavano a quelle degli impressionisti: rappresentavano una natura vicina all'uomo che ne portava i segni. Solamente Henri Matisse, con il suo "Lusso, calma e voluttà" del 1905 rappresentò una sorta di Eden senza tempo.

I paesaggi maggiormente rappresentati erano Londra, Parigi e i suoi dintorni, la Normandia...e tanti altri. Sceglievano scorci e vedute semplici, i paesaggi non erano immaginari e spesso erano rappresentati da semplici pennellate.

 

MAGGIORI INFLUENZE 

- Per quanto riguarda la composizione si ispirarono a Paul Gauguin, Pablo Picasso, Edvard Munch e alle stampe giapponesi

- Per quanto riguarda l'uso del colore si ispirarono sicuramente a Vincent Van Gogh

- Studiarono attentamente alcuni artisti del 1800 (facenti parte di movimenti diversi ma tutti importanti per l'utilizzo espressivo del colore): Delacroix, Turner, Manet, Redon, Monet, Cézanne, Gauguin e Pablo Picasso (nel suo primo periodo)

- Renoir e Monet nel loro ultimo periodo e i neoimpressionisti.

- Psicanalisi (in quale modo e in quale misura verrà analizzato in un altro articolo)

 

ESPONENTI PRINCIPALI

Henri Matisse

Maurice de Vlaminck

André Derain

Raul Dufy